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Pienza, piccola città del senese, è un raro esempio di urbanistica rinascimentale portata a compimento.
Definita di volta in volta la "città ideale", la "città utopia", essa rappresenta oggi una delle modalità costruttive attraverso le quali in età rinascimentale si cercò di realizzare un modello di vita e di governo "ideale" sulla terra, elaborando un'idea di città che fosse in grado di dare risposte concrete al desiderio di convivenza civile pacifica e operosa degli uomini.
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Era "l'utopia della civitas" vanamente inseguita dagli uomini dell'antichità. Pienza ha attualmente due musei.
La sua collocazione al centro della Val d'Orcia rende la cittadina perfettamente in grado di documentare, ancora oggi, l'interesse che l'architettura umanistica pose nel rapporto uomo-natura, anche in riferimento all'importanza che questo ebbe durante l'età classica.
Il centro di Pienza fu completamente trasformato da Papa Pio II nel Rinascimento. Egli progettò di trasformare il suo borgo natale in una città ideale del Rinascimento. L'architetto Bernardo Rossellino ebbe l'incarico di costruire un Duomo, un palazzo papale (Palazzo Piccolomini) ed un palazzo comunale; i lavori furono completati in tre anni. Il palazzo papale, dimora dei discendenti di Papa Pio II fino al 1968, è adiacente al Duomo ed al suo interno si trova un cortile ornato di colonne che immette in una loggia dalla quale si ha una vista spettacolare della Val d'Orcia e delle pendici boscose del Monte Amiata.
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Subito fuori dal centro storico di Pienza si trova, invece, la Pieve romanica di Corsignano, dove fu battezzata Papa Pio II: la struttura possiede una torre cilindrica e un portale decorato con temi mitologici e fantastici. Oggi Pienza fa parte di un sistema territoriale chiamato Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia, che mira alla conservazione dello straordinario patrimonio artistico dei cinque comuni che fanno parte della zona: Castiglion d'Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d'Orcia.
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